mercoledì 27 novembre 2013

1.PSICOLOGIA CLINICA: STORIA E AMBITO DI STUDIO

  1. Cenni storici:
La psicologia clinica nasce tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo da due campi di studio e attività: la psicometria e la psicodinamica. Tradizione psicometrica e psicodinamica si sono sviluppate separatamente, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nel Dopoguerra negli Stati Uniti, si è assistito a uno sforzo poderoso di dare organicità al settore della psicologia clinica, mettendo assieme psicometria e psicodinamica e integrandole all’interno della psicologia sperimentale.
In altri paesi però, tra cui l’Italia, il tentativo di dare un assetto all’area è mancato.
La tradizione psicometrica comincia con L. Witmer che faceva uso di test mentali per diagnosticare disturbi dell’apprendimento e programmare interventi in favore di studenti con problemi.
Tuttavia il contributo più significativo alla nascita della psicologia clinica, per il suo carattere innovatore, è stato quello di Freud, con cui comincia la tradizione psicodinamica. Freud dedicandosi alla cura delle malattie mentali (essenzialmente nevrosi) ha introdotto fondamentali novità.
Con lui nasce la nozione di malattia su basi psicologiche: non si pensa più che i disturbi mentali siano necessariamente prodotti da disfunzioni e danni fisico-organici. Acquista senso e forza la psicoterapia, la cura portata avanti parlando col paziente, senza farmaci e mezzi fisici. Inoltre il mondo dei malati diventa più vicino, perché l’idea della psicodinamica è che in tutti ci siano conflitti interiori e che la malattia mentale sia solo un esito, una particolare manifestazione delle dinamiche psichiche legate alle vicende e alla storia del singolo.
  1. L’ambito di studio:
    Di che cosa si occupa la psicologia clinica? Sul piano programmatico mira allo sviluppo di competenze di base e tecniche utili a promuovere la salute di individui, gruppi e comunità attraverso l’intervento diretto dello psicologo, che si cala nella realtà concreta in tutta la sua singolarità. Questa definizione è un po’ lontana dal reale, perché di fatto gli psicologi clinici studiano e curano le malattie mentali.
  1. Il dibattito sui metodi:
Circa i metodi da adoperare in psicologia clinica non c’è accordo. Soprattutto negli Stati Uniti c’è la tendenza a ritenere che ci si debba avvalere degli stessi metodi empirici e sperimentali diffusi nel resto della psicologia. C’è chi sostiene però (specie gli psicanalisti europei) che in clinica si debba seguire il metodo clinico, basato sui casi trattati.