lunedì 26 dicembre 2011

3.LA PERCEZIONE

La percezione è il processo attraverso cui il cervello elabora le informazioni dei sensi e ci permette di cogliere la realtà circostante.
Le percezioni si basano sulle sensazioni che sono prodotte dalla molteplicità dei sensi: la prima fase è un processo inconsapevole, il cervello riceve le informazioni dei sensi, le elabora e compie dei ragionamenti avvalendosi di schemi innati ed esperienze personali; infine decide cosa c’è da percepire.
Le percezioni sono quindi il passaggio intermedio per le attività più complesse e superiori come il pensiero, la memoria ed il linguaggio. Il cervello produce contenuti più complessi e significativi, cioè le informazioni percettive vengono ulteriormente elaborate dalle funzioni superiori in informazioni cognitive. Tramite i processi di percezione il cervello elabora le informazioni sensoriali.
I sensi si dividono in: sensi cutanei, distribuiti su tutta la superficie del corpo;
sensi speciali, legati a organi specifici localizzati ed altamente organizzati: vista, udito, olfatto, gusto;
sensi interni, relativi a sensazioni provenienti dalle viscere e i muscoli, oltre che l'equilibrio.
Parte dell’informazione sensoriale diretta al cervello viene persa, perché filtrata; questo processo prende il nome di selettività.
A differenza di queste operazioni, di cui abbiamo una consapevolezza parziale, non siamo coscenti delle operazioni sensoriali di base.
Il cervello elabora un ragionamento per identificare le immagini partendo dalle informazioni dei sensi per poi formulare delle ipotesi. In alcuni casi il cervello si trova in difficoltà, perchè dovendo scegliere fra diverse possibilità, è costretto a decidere quale immagine percepire ( esempio ne sono le figure fluttuanti, come il cubo di Necker).

La percezione delle figure avviene tramite il processo di distaccamento delle immagini dallo sfondo, in genere vediamo scene complesse che sono formate da molte figure.

I processi d’estrazione delle immagini dallo sfondo sono tre: l’identificazione del contorno, l’estraibilità dell’immagine rispetto alle altre e l’esplorazione dell’occhio. Le figure sono raggruppate secondo diversi criteri ( i principi gestaltici di raggruppamento) : la somiglianza, la vicinanza, la chiusura, la continuità, la simmetria, il significato e il moto comune che possono agire contemporaneamente o in contrapposizione.
A volte ci sono dei cambiamenti nella scena che durante i processi percettivi sono annullati, così il cervello non tiene conto del cambiamento d’alcune proprietà degli oggetti. Questo riguarda in genere la grandezza, la posizione, la forma, il colore delle immagini. (costanze percettive).
La distanza e la profondità sono essenziali per un’immagine, entrambi gli elementi sono determinati sia dagli indicatori binoculari che da quelli monoculari. Gli indicatori binoculari richiedono il lavoro coordinato dei due occhi ( il cervello calcola     l’angolo di convergenza degli occhi o la differenza tra le due immagini di ciascun occhio) per stabilire la distanza di un oggetto alla volta. 
Gli indicatori monoculari invece lavorano anche senza la coordinazione tra gli occhi e sono indizi che  il cervello usa  per determinare  la  distanza(esempi):
  • le ombreggiature degli oggetti che creano la profondità;
 
  • l'elevazione di un oggetto  rispetto  ad  un altro, che  quindi appare  più  lontano;

  • la grandezza relativa di un oggetto rispetto ad  un altro simile sembra più lontano se appare  più  piccolo;

  •  la  prospettiva lineare crea  un senso  di profondità  con le  linee  che  convergono all'orizzonte;
 
  • la velatura prodotta  da  nebbia  o  foschia  fa  sembrare  gli oggetti  come  le  montagne  più lontani;

  • il gradiente di tessitura: la  parte  più  lontana  da  noi è dove  è  più  fitta  la  trama dell'immagine;  

  • l'interposizione:  se un oggetto  è  davanti  ad  un altro  vuol  dire  che è più  vicino;

  • la  parallasse  di movimento:  se siamo in movimento  la  parte  del paesaggio più  vicina a noi, sembra  muoversi più  velocemente  della  parte  più  lontana.
Il movimento di alcune immagini è dato dallo spostamento delle figure sulla retina, oppure dagli occhi che seguono l’oggetto in movimento. Questi principi sono utili per comprendere e dividere la realtà. Le parti più importanti dell’occhio sono le lenti , il diaframma e lo schermo. Le informazioni dei due nervi ottici s’incrociano in una cavità ( chiasmo), dove metà delle fibre dell’una passa al lato opposto, così da finire nella parte posteriore della testa. 
Vi proponiamo questo video che riassume tutto ciò che abbiamo scritto!