lunedì 31 dicembre 2012

4.PSICOLOGIA EVOLUTIVA:TEORIE CLASSICHE DELLO SVILUPPO: CRITICHE A PIAGET


Piaget dà eccessiva importanza all'acquisizione delle capacità di ragionamento. La psicologia cognitiva ha dimostrato senza ombra di dubbio che l'intelligenza non dipende solo dalle capacità grezze, ma anche dalle conoscenze, per cui lo  sviluppo è anche apprendimento di determinati contenuti.  



Piaget, con la sua insistenza sull'autogenerazione, sembra poi aver sottovalutato sia i fattori naturali, sia quelli socio-culturali: oggi si dà sempre più importanza ai programmi innati di sviluppo e alle influenze ambientali.

Critiche particolari sono state mosse al concetto di stadio, non più utilizzabile nell'accezione di Piaget. E' chiaro che alcune acquisizioni ne preparano altre e che c'é una sequenzialità, ma è discutibile che ci siano forme di pensiero radicalmente diverse che si succedono in tutti e che sono di livello sempre più alto.



Le descrizioni di Piaget, inoltre, sottovalutano i bambini più piccoli e sopravvalutano i più grandi.Infatti la maggior parte delle acquisizioni del periodo preoperatorio vanno anticipate e non è vero che i bambini in età scolare e gli adolescenti sono così razionali, quasi come piccoli scienziati.

In particolare il periodo senso-motorio, come lo intende Piaget, sembra non esistere. Le sofisticate tecniche di indagine di cui disponiamo oggi ci hanno mostrato che il mondo mentale dei bambini al di sotto dei 2 anni è infinitamente complesso e contiene rappresentazioni interiori, concetti e schemi.